Riparto da Aprile

Archiviata la pratica Università e magistrale, posso ritenermi ufficialmente libero e svincolato da qualsiasi conseguimento di titoli.

Finisce FINALMENTE la mia carriera da studente. E pensare che quando avevo 5-6 anni nel bagno di casa confidai a mia madre che massimo avrei finito i 5 anni di superiore. Ora che, oltre a quelli, mi son sorbito anche 5 anni universitari sono veramente stanco.

Inizia la vita vera, quella bella, senza ansie da esame o da voti date da altri. Inizia la lotta al risparmio di soldi e di tempo, inizia il periodo in cui cercherò di darmi una dimensione ancora più indipendente dai miei genitori, in cui progetto il mio futuro, in cui dovrò fare seriamente scelte decisive.

E mi ritrovo a scrivere di Pasqua e nel giorno classico del Pesce d’Aprile, post-pranzo obeso, facendo mente locale.

Comincia la mia avventura nella vita, quella vera, quella che ti cambia i giorni, non quella idealizzata sui libri universitari.

E ricomincio dalle poche certezze che ho: – un lavoro che, in tre anni, mi ha permesso di mettermi da parte un bel gruzzoletto – le mie soft e hard skills – un carattere forte, deciso, solare e comprensivo – una ragazza che amo, e che m’ama, con cui condivido molti pensieri di vita e riflessioni sul mondo importanti – degli amici fantastici – una famiglia che mi idealizza e che forse ha un’idea diversa di come dovrà essere il mio futuro, ma che tutto sommato mi vuole bene e a cui io ne voglio altrettanto e so che vogliono che io sia felice e “sistemato” socialmente.

Ricomincio da Aprile, anzi meglio, ricomincio da me!

 

Intanto domani è Pasquetta ed è un giorno che amo perchè stiamo con i miei amici, a una casa a mare in cui cuciniamo, scherziamo e parliamo di varie cose.

Poi per inizio Maggio conto di farmi due settimane in 2 o 3 città europee. Viaggiare con la mia dolce metà per ispirarci, per rafforzare il nostro essere, per vedere cose nuove e stupirci, per imparare, per metterci alla prova.

Annunci

Il mio lavoro subordinato ideale sarebbe quello che mi pagherebbe per:

– scoprire e ascoltare musicisti e generi musicali nuovi e alternativi;

– scoprire e conoscere storie di vita di persone che ce l’hanno fatta o che si son costruiti da sè il futuro e son rimasti comunque umili e semplici;

– mangiare, degustare consigliare cibo e sponsorizzarne chi lo produce;

– scoprire parole nuove e interessanti, o meglio costruire neologismi (cosa che faccio da quando son piccolo);

– farlo ovunque io voglia, perchè comunque io adoro il caldo o almeno il clima mite e per quanto al Sud io abiti, l’inverno comunque è troppo freddo per i miei gusti. E ovviamente anche per girare/ascoltare musica poco conosciuta/mangiare pietanze tipiche nel mondo.

 

Il tutto con la possibilità di avere del tempo libero da dedicare alla mia vita privata, allo sport, alla lettura, al comporre musica e alla scrittura.

Non ambisco ai milioni, vorrei solo il giusto per vivere e togliermi qualche sfizio.

Una vita semplice, essenziale ed umile.

 

Agenzie del lavoro, se cercate una persona che soddisfi i seguenti requisiti: eccomi! 😀

Aggiornamenti ottobrini.

Per fortuna ottobre è stato relativamente breve.

Son passati vari eventi delicati, e, per il momento, è andato tutto per il meglio.

La tesi è cominciata: ad oggi ho finito Introduzione e parte del Capitolo 1 (in totale sono 3 per Parte) della Prima Parte (in totale sono 2).

Ho cambiato occhiali, per alcuni non sarà nulla di che, ma non li cambiavo da 8-9 anni, il che mi ha fatto rivalutare la mia impronta facciale e l’immagine di me: sembro un qualcuno grande, che lavora in uno studio serio.

Sto imparando ad apprezzare alcuni gruppi italiani indipendenti. La lingua italiana è  e può essere e diventare una gran bella arte se l’artista sa valorizzarla.

Con la mia-lei, in Cina, la distanza aiuta solo a surriscaldare il desiderio reciproco e passionale l’uno e dell’altro. Sul futuro è tutto da scrivere. Lei ha l’obbiettivo di lavorare e sentirsi indipendente, io che ho già passato quel livello so che voglio evolvere quella condizione in un lavoro che mi faccia occupare di cose che mi piacciono.

Diritti del lavoratore, tempo libero, dignità e umanità non si svendono per nessuna cosa al Mondo.

A tal proposito, senza nemmeno chiedere di entrarci, sono stato aggiunto in un gruppo a lavoro di poche persone che tenteranno di variare la condizione contrattuale in azienda.

Inizia a crescere nella mia mente un concetto di qualità-cliente-azienda-operatore-percezione.

Oltre a questo cresce anche un progetto su Paint su come vorrei fosse la mia abitazione e di lavoro: tanto verde, spazio, natura, positività e semplicità.

Agosto come di Sabato.

Per quanto mi riguarda, fare il paragone tra il mese di Agosto e il giorno di Sabato è spontaneo. In questo mese festeggio il mio anniversario simbolico con la mia dolce metà, quindi già questo basterebbe a renderlo magico come mese.IMG_20170814_122330035.jpg

Colazione con la mia Lei – anniversario

Il sabato, bene o male, rappresenta il giorno che permette di dare sfogo alle proprie passioni, allo staccare la spina dal resto e di concentrarsi su se stessi e sulle persone a cui si tiene.

Quindi giorno e mese per me corrispondono a un tempo libero indefinito, dedito alla spensieratezza, alle passioni, al riposo, allo svago e all’uscire fuori dagli schemi della solita routine.

D’Agosto il numero di cose belle e interessanti da fare, soprattutto presso la mia zona si moltiplicano, anche i colori innescati dai raggi del sole son ben definiti e vasti: vegetazione folta e verde, mare chiaro e cristallino con spiagge che nulla hanno da invidiare a quelle caraibiche. Progettiamo quindi varie escursioni, giornate a mare o dormite in spiaggia che creano un legame unico e mistico con la natura.

IMG_20170815_130921600.jpg

foto presso: Baia naturale di Porto Selvaggio – Nardò (LE)

Per non parlare del cibo: la pasta fredda o l’insalata di riso in tutte le sue varianti, il pesce cotto in mille modi, inoltre è nel periodo estivo che si trova la mia frutta preferita: angurie, meloni, uva e fichi.

Affrontare agosto significa per me godermi il lusso della semplicità e delle cose pure.

Proiettandoci sul mese successivo: Settembre invece rappresenta ciò che effettivamente rappresenta il Lunedì per la maggior parte del Mondo. E’ il mese dove si ricomincia qualcosa ed è, a detta della mia ragazza, il reale inizio anno (un capodanno formativo), in quanto si inizia un qualcosa dopo il rallentamento di Agosto: che sia scuola, università o lavoro è il mese dove si inizia un progetto di formazione su sè stessi.

Io a settembre dovrò dare il mio ultimo esame per poi concentrarmi sulla tesi magistrale, continuando a lavorare e vedendo partire la mia ragazza per tre mesi a Shanghai per studio/lavoro. Insomma il mio capodanno sarà una bella montagna da scalare!

Ma per ora rimango ancorato in agosto, per godermi ferie, ragazza, amici e tempo libero.

Ci sentiamo presto.

A.A.

 

Downshifting

Nemmeno il tempo di aprire il mio blog che mi imbatto in due situazioni: la prima ha a che fare con l’incontro con una coppia, amici della mia ragazza, venuti in vacanza da Sondrio: parlando con loro emerge un senso di frustrazione per lo stile di vita del Nord dove, parole loro, esiste lavoro-carriera e al margine le relazioni personali e il benessere (loro generalizzavano, ma ovviamente non è tutto il Nord a pensarla così, lo so benissimo). La seconda situazione riguarda quest’articolo sul Il Fatto Quotidiano in cui mi sono imbattuto questa mattina e tratta di Downshifting.

Devo essere sincero, prima di oggi non sapevo nemmeno esistesse una parola che “rappresentasse” il mio stile di vita o che immagazzinasse in un solo idioma qual’è il mio pensiero a riguardo:

“La scelta di uno stile di vita meno faticoso e più gratificante e di una maggiore disponibilità di tempo libero, attuata riducendo volontariamente il tempo e l’impegno dedicati all’attività professionale, con conseguente rinuncia a una carriera economicamente soddisfacente” (fonte) o detta in termini wikipediani: “giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario, bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, così da godere di maggiore tempo libero (per dedicarsi alla famiglia, all’ozio, all’hobbystica, ecc.).” (fonte wiki).

Presto dalla fame di questo nuovo termine ho iniziato a fare delle ricerche e delle connessioni mentali: mi è subito venuto in mente il discorso famoso del Presidente dell’Uruguay, José Mujica, qui uno spezzone nei suo 45 secondi di essenza in cui riesce a fotografare la società dedita al consumismo, ai soldi che servono per comprare cose materiali pagate con il tempo, che nessuno ridarà indietro (di cui ho già parlato nel post dedicato al tempo). Altro campo connesso al downshifting è quello della decrescita felice (qui maggiori info).

Saranno tutti argomenti che prima o poi andrò a trattare. Intanto vi lascio con una perla:

Non conta dove sei, conta come stai: se non capisci e risolvi le cause del tuo malessere, questo ti seguirà ovunque tu andrai (fonte).

 

A.A.

Obbiettivo: in proprio/by self e crescita territoriale.

Con il presupposto di costruire qualcosa totalmente di mio, piloto il mio vivere verso il recupero dei mattoni, che un domani mi potranno servire il tale costruzione.

Partiamo dai fatti concreti:

  • Una base monetaria da poter reinvestire c’è: ho un lavoro a tempo indeterminato che mi consente di avere un’entrata fissa di circa 650/750 euro al mese. Da questa somma parte dell’entrata potrebbe essere utilizzata senza problemi per un investimento di medio/lungo periodo.
  • Il luogo: il Salento, quello tanto pubblicizzato nel periodo estivo, la cui ricchezza è dovuta dal turismo, da una natura variegata che permette di avere variegati prodotti della terra e del mare, ma che ha anche dei difetti ancora legati alla cultura (molto chiusa per certi versi e con troppi luoghi comuni) e ai collegamenti aeroporti-entroterra.

Con questi presupposti, una valorizzazione del territorio che parta da un restauro culturale e da una più marcata connessione interculturale con il turista mi sembra essere d’obbligo. Conoscenza, natura, sport, intercultura, musica e prodotti tipici sono i propulsori di questa valorizzazione.

Ma la questione più rognosa o torbida da affrontare non è il dove o come, bensì il quando: uno dei problemi del Salento è avere un tipo di turismo stagionale maggio/giugno-settembre comprendenti la media e alta stagione, e lasciando un gap stagionale di circa 7 mesi in cui luoghi che d’estate sono sovraffollati, di inverno e autunno subiscono l’effetto contrario: diventano deserti.

Obbiettivo di tale strada sarà quindi la destagionalizzazione. Infine, crescita territoriale grazie al turismo e alla piccola imprenditoria locale sarà anche tema della mia tesi magistrale (PS: se avete libri da consigliarmi a riguardo dite pure).

Se il turismo rappresenta la base da cui iniziare ad avere piena autonomia e libertà d’azione, ci sono comunque altri piccoli settori e interessi su cui mi piacerebbe creare diversificazione personale: il cucinare, con la previsione di creare un blog/libro su ricette e piatti sperimentali internazionali; la produzione di musica fatta da me; trarre ispirazione dai viaggi per un crescita di altri settori o creare un blog/canale YT sui vari trips.

Territorio – Viaggi – Esperienze – Cucina – 5 Sensi – Crescita Personale: diventerebbero così gli ingredienti del mio/nostro (comprendendo la madame).

 

A.A.

L’importanza del Tempo.

Partendo dal presupposto che la concezione del tempo data dall’uomo è di tipo convenzionale: è la classica mania gestionale del nostro essere di gestire, quantificare, inquadrare qualcosa di astratto, in questo caso il tempo. Chiamiamo secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni, decenni dei numeri che quantizzano qualcosa che fisicamente c’è, c’era e ci sarà ma che esisterà a prescindere dalla nostra esistenza. Il nostro essere mortali, esseri limitati in un arco di tempo, ci obbliga a gestire questo valore che nell’ottica di una nostra fine diventa fondamentale: il tempo è il bene più prezioso che abbiamo, non si può acquistare, non si può restituire, prestare, o fare di esso ciò che si potrebbe fare con qualsiasi altro bene fondamentale.

Forse è l’unico bene che ci obbliga ad essere dei veri “imprenditori” di noi stessi: siamo costretti a gestire la nostra vita, i nostri interessi, i nostri obblighi in degli archi temporali. Se parliamo di ore ciò implica l’organizzazione della giornata come potrebbe essere di norma nella classica routine: alzarsi la mattina, fare colazione, andare a lavoro/studiare, cucinare per pranzo o trovare dei viveri per il pranzo, riposarsi, ricominciare a lavoro/studiare/dedicarsi ai propri hobby, lavarsi, preparare la cena, riposo notturno (con variabili organizzative diverse da persona a persona o da lavoro a lavoro). Alzando l’asticella del concetto in termini di anni siamo costretti a parlare di tempo in termini più complessi e indefinibili: la maggior parte delle variabili però dipendono da scelte, più o meno importanti, che facciamo durante i brevi periodi di tempo e che prolungati nel lungo periodo assumono un peso enorme: un curriculum inviato presso un’azienda che si tramuta, come scelta, in un inizio a un avvio di una carriera o a una consapevolezza di non voler fare quel lavoro o ad ambire a un lavoro migliore, per esempio.

Il tempo così facendo diventa praticamente ingestibile perchè piccole scelte, diventano fatali, sia negativamente che positivamente, nell’evolversi della nostra vita.

Ma ciò che nessuno dice, o quasi, è che il tempo spesso non lo scegliamo di vivere, ma lo subiamo: fin da piccoli subiamo passivamente il tempo con la scuola, magari studiando anche concetti per cui non siamo portati o che serviranno poco o nulla, compiamo delle scelte di studio impiegando del tempo nell’ottica di avere un certo ruolo nella società, siamo pagati per il tempo impiegato nel lavoro, acquistiamo prodotti che hanno un prezzo stabilito in base al tempo impiegato per produrli, poi arriviamo a un certo punto nella nostra vita rimpiangendo il tempo non dedicato a fare quello che veramente ci piaceva (vedi esempio) perchè, per chi non lo sapesse, l’uomo passa la maggior parte della propria vita lavorando.

Io sono un 25enne, con delle buone idee e qualità, propositivo anche se non so cosa mi attenderà nel futuro, ma di certo con la consapevolezza di non fare la fine di chi è costretto a fare una vita repressa/frustrata. Spesso mi ritrovo con gente che ostenta ricchezza come dimostrazione del fatto che ha speso del tempo per dei soldi (pezzi di carta e metallo), ma è veramente triste perchè nessuno gli ridarà il suo preziosissimo tempo su questo mondo.

Mi ritengo fortunatissimo ad avere una ragazza al mio fianco che la pensa come me: il tempo è il vero bene, non si vende nè si regala, lo si deve donare a chi lo merita o investire/dedicare a sè stessi.

Come recita Natalino Balasso in un suo recente video: “Non importa quando muori, l’importante è arrivarci vivi.” (fonte)

Spero di riprendere presto e trattare meglio questo folto argomento più in là.

A.A.